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La diatermia, anche chimata TECAR o Radiofrequenza

16/10/2013

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La diatermia è la nuova frontiera che studia e sfrutta l'effetto curativo del calore che, a differenza di altre forme di termoterapia, agisce in profondità perché il calore viene generato direttamente all'interno dei tessuti biologici. Oltre al calore, effetti terapeutici sono prodotti anche dalla componente bioelettrica di questa forma di energia. Infatti, anche in atermia, ha la proprietà di riattivare il metabolismo cellulare e l'eliminazione delle tossine, accelerando i processi di guarigione.

La diatermia trova ampia applicazione in fisioterapia, medicina sportiva, ortopedica, reumatologica e in estetica.

Grazie ai suoi principi fisici, la diatermia dimostra le capacità dell'elettromagnetismo a radiofrequenza di attraversare i tessuti biologici irradiati dalla superficie fino a strati sempre più profondi, così come nessuna forma di terapia fisica, esercitando la sua efficacia in diverse parti del corpo quali le fasce muscolari, il tessuto adiposo, connettivo, cutaneo ed osseo.

Il modello fisico cui fa riferimento la diatermia resistiva e capacitiva è quello del condensatore. Quest’ultimo è un dispositivo costituito da due elementi conduttori a faccia contrapposta e separati da un sottile isolante. A causa dell’attrazione reciproca tra cariche di segno opposto si ha un aumento della densità di carica in prossimità di ciascun elemento, ciò avviene quando questi siano collegati ad un generatore elettrico di differenza di potenziale. Man mano che il condensatore accumula cariche la corrente si riduce, fino ad annullarsi quando il sistema è carico; se la polarità del generatore si inverte, si avrà corrente in senso inverso che caricherà il sistema con polarità opposta alla precedente. Trasferendo ed applicando il concetto in campo biologico, avremo un condensatore costituito da un’armatura metallica isolata (elettrodo attivo) collegata ad un generatore ad alta frequenza, da un’armatura costituita dal tessuto biologico che rappresenta un conduttore di seconda specie di tipo elettrolitico e da un elettrodo di ritorno anch'esso collegato al generatore.

Nel tessuto biologico, sottoposto ad onde elettromagnetiche a radiofrequenza, si avrà un movimento e richiamo ionico con conseguente effetto termico endogeno, in stretta relazione con le correnti di spostamento che dalla periferia si attivano nella zona sottostante l’elettrodo con proiezione verso l’elettrodo di riferimento, con diversa profondità di attivazione fino ad alcuni centimetri dipendentemente dal tipo di elettrodo utilizzato. Se l’elettrodo attivo è provvisto di isolamento elettrico la trasmissione energetica avviene in modalità capacitiva: in modo superficiale con selettività di azione sui tessuti molli, a ricco contenuto d’acqua, quali il tessuto adiposo, i muscoli, il sistema venolinfatico, le cartilagini. Se invece l’elettrodo attivo non è provvisto di isolamento elettrico la trasmissione energetica avviene in modalità resistiva, con concentrazione delle cariche ioniche in prossimità dei tessuti a più alta resistenza, a basso contenuto d’acqua e più profondi, quali le ossa, le capsule, i tendini, la fascia muscolare. L’effetto conseguente sui tessuti di un’energia diatermica è una intensa biostimolazione mirata derivante dall'effetto termico prodotto.

Gli effetti principali della biostimolazione sono:

  • Aumento del metabolismo cellulare distrettuale con accelerazione delle pompe ioniche ed incremento della conducibilità elettrica dei tessuti; 
  • Iperemia tessutale per dilatazione ed attivazione della microcircolazione capillare ed arteriolare per azione diretta sulla ragnatela vascolare dei tessuti (100.000 capillari per cmc); 
  • Iperossigenazione tessutale con riduzione dei processi infiammatori; drenaggio veno-linfatico con riduzione degli edemi e delle stasi congestizie;
  • Rimozione cataboliti tessutali; riduzione del dolore per desensibilizzazione delle terminazioni periferiche ed aumento endorfine; 
  • Aumento della velocità di riparazione e rigenerazione dei tessuti; risoluzione dei processi infiammatori cronico degenerativi; 
  • Azione decontratturante e defaticante muscolare.

Il riscaldamento elettromagnetico permette di ottenere una distribuzione di temperatura più graduale ed omogenea, che può interessare profondità anche di diversi centimetri, non raggiungibili con altri mezzi fisici applicati dall'esterno.


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CELLULITE O P.E.F.S. (Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica)

30/4/2013

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Centro Benessere Olos di Aosta - Cellulite
CELLULITE O P.E.F.S. (Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica)

FATTORI PREDISPONENTI

  1. RAZZA: la bianca è più predisposta

  2. FAMILIARITA’: errori nutrizionali e sindromi endocrino-metaboliche tipici di uno stesso gruppo familiare.

  3. ALTERAZIONI ORMONALI: alterazioni funzionali ormonali, assunzione di estro-progestinici, assunzione di alimenti contenenti ormoni.

  4. DISORDINI NUTRIZIONALI: qualunque problema di carattere nutrizionale può indurre cellulite,in particolare eccesso nella dieta di zuccheri, grassi,ormoni.
  1. ALTERAZIONI DELLA DIGESTIONE: tutte le alterazioni della digestione, in particolare quelle dovute ad insufficienze enzimatiche e quelle associate a disbiosi intestinale.
  1. DISBIOSI INTESTINALE: è il punto di partenza per tutte le malattie degenerative tessutali e per una serie di alterazioni correlate dovute ad alterazioni del sistema immunitario.

  2. INTOLLERANZE ALIMENTARI: è causa di “cellulite”, sia direttamente, sia provocando una serie di problemi a loro volta causa di “cellulite”: alterazioni ormonali, ritenzione idrica,alterazioni digestive, disbiosi, problemi circolatori, etc.

  3. PROBLEMI CIRCOLATORI: – se sono di origine arteriosa portano a ipossia delle zone interessate, rallentamento del microcircolo, fibrosclerosi – se sono di origine venosa, sia per alterazioni strutturali che funzionali, portano a congestione del sistema linfatico, congestione del connettivo, fibrosclerosi.

  4. ALTERAZIONI DELLA COLONNA E DELLA POSTURA : sono in genere associate a piede con patologie ortopediche o a piede sano con alterazioni funzionali.

  5. COMPRESSIONI DALL'ESTERNO  vestiti stretti,con tessuti elastici ad elevata compressione, soprattutto a livello addominale ed inguinale.

  6. ALTERAZIONI PSICHICHE: in particolare le sindromi ansioso-depressive, soprattutto in persone carenti dal punto di vista culturale, aggravate dall'eventuale assunzione di farmaci ansiolitici e/o antidepressivi.

  7. ALTERAZIONI DELLA VITA SESSUALE: considerata come catalizzatore emotivo e somatico delle altre funzioni della vita.

  8. STILE DI VITA: deve rappresentare il giusto equilibrio tra le attività vitali.

  9. INFEZIONI: possono provocare danni tissutali, a loro volta causa di alterazioni strutturali di vario tipo,tra cui la fibrosclerosi.

  10. FUMO: certamente provoca vasocostrizione, rallentamento del microcircolo, carenza di ossigenazione dei tessuti, a loro volta causa di fibrosclerosi. Si aggiungono inoltre l’effetto diretto sull'apparato circolatorio e sulla circolazione e l’iperproduzione di radicali liberi.

FATTORI SCATENANTI

I fattori scatenanti quantitativamente più rilevanti possono essere :

  1. SOVRAPPESO E OBESITA'

  2. ASSUNZIONE DI ORMONI

  3. ALTERAZIONI ANATOMICHE E FUNZIONALI

  4. ERRORI ALIMENTARI E DISBIOSI INTESTINALI

  5. INTOLLERANZE ALIMENTARI

LA CELLULITE O P.E.F.S. presenta come ELEMENTO PREDISPONENTE una stasi venosa a carico degli arti inferiori, a causa del rallentamento distrettuale del flusso del microcircolo. L’ELEMENTO SCATENANTE è l’edema ricorrente del tessuto adiposo per aumento della permeabilità capillaro-venulare.
Dalla stasi venosa e dall'edema ricorrente iniziano le FASI EVOLUTIVE ISTO-PATOLOGICHE che portano ad un completo sovvertimento del tessuto adiposo e che, per comodità descrittiva, possiamo distinguere in quattro stadi:

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Fame nervosa? Cosa fare?

5/3/2013

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Fame nervosa? Cosa fare?

State lontani dal frigo, non saccheggiate la dispensa e lasciate perdere i dolcetti di troppo: ecco qualche piccolo suggerimento su come non trovarsi impreparati di fronte a un attacco di fame nervosa e quali i rimedi naturali alleati 
Di Valeria Gatti

Perché si soffre di fame nervosaLa fame nervosa è una fame falsa, causata da tutta una serie di fattori che sono ben lontani dalla necessità di nutrimento vero e proprio. Vediamo come scovarla e impedire che possa rovinarci linea e salute. Ci dev’essere infatti una spiegazione sul meccanismo che porta a mangiare pur non avendo fame, spiegazione che i ricercatori riconducono a un’alterazione del meccanismo di controllo da parte dell’ipotalamo. Infatti ci sono delle sentinelle nel cervello che avvertono il corpo quando il livello di zuccheri è troppo basso e inducono come risposta il bisogno di cibo e le azioni per procurarselo. Ma non sempre questo meccanismo fisico funziona alle perfezione, oppure può essere influenzato da cause di altro tipo, come quelle psicologiche. In pratica, come sostengono molti dietologi, la fame nervosa può essere causata da molti fattori, tra i quali vi sono: ansia, tristezza, senso di vuoto, rabbia, paura o noia. La spiegazione che riconduce a questo tipo di fame, meccanismo che viene definito “eating emozionale” e che porta a sostituire l’affetto, la sicurezza o la gioia che non si ha con il cibo, sembra risalire alle prime fasi di vita, quando la madre offrendo il latte al bimbo che piange, anche se la fame non è il vero motivo del pianto, crea in lui confusione tra lo stato di fame e lo stato di richiesta di affetto.


Fonte: cure-naturali

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LE BUGIE PIU’ FAMOSE QUANDO SI E' A DIETA

12/2/2013

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LE BUGIE PIÙ FAMOSE QUANDO SI E' A DIETA

Potrebbe sembrare un aneddoto divertente, ma in realtà è l’esito di uno studio condotto da Timex attraverso una sorta di sondaggio-ricerca.
Per ben 474 volte all'anno  quindi una media di ben 9 volte a settimana, le donne mentirebbero sull'andamento della dieta.
A fronte di risultati poco apprezzabili, si giustificherebbero con una sequela di ingenue bugie volte ad attribuire la ‘colpa’ del fallimento non al proprio comportamento, bensì a cause esterne e inintelligibili.
Mentirebbero in particolare su alcoolici, cioccolato, dolciumi in genere, patatine, formaggi e prodotti da forno. 
L’elenco delle bugie emerse è infinito, ma si può riassumere come segue:

1) ne ho mangiato solo un pochino (almeno la metà di un pasto o una porzione esagerati)
2) mi concedo qualche dolce solo raramente (la vita è piena di momenti ‘rari’)
3) penso di stare leggera stasera (una pizza o una cena luculliana già in programma)
4) questo è l'ultimo spizzichino (fino a quando non terminano l’intera porzione)
5) faccio sempre i miei 5 pasti quotidiani (5+5)
6) sgarro solo adesso e poi basta (‘adesso’ inteso come uno dei tanti momenti della giornata)
7) non ho toccato nemmeno un biscotto (e ne hanno già mangiati 5, magari con una spalmata di Nutella)
8) ne ho bevuto solo un bicchiere (di bicchiere in bicchiere è finita la bottiglia)
9) non ho mangiato nulla a pranzo (solo 2 pacchetti di chips)
10) devo consumarli per forza altrimenti scadono (la scadenza è fra tre mesi)
11) oggi solo una sana insalatona (con contorno di patatine fritte al fast food)
12) un bicchiere di vino a tavola fa bene (ovvio, non una bottiglia)
13) uso solo mezzo cucchiaino di zucchero nel caffè (moltiplicato per 10 caffè)
14) assaggio per vedere com'è di sale (5 cucchiaiate mentre si prepara la cena)
15) bevo solo bevande senza zucchero (a litri interi)

Bugie puntuali e sistematiche, forse per auto convincersi di essere ligie al dovere, oppure per evitare di ammettere lo ‘sgarro’ e non demotivarsi.
Conclude la dottoressa Cassandra Maximenko, autrice dello studio: 
"Se nel breve periodo questo atteggiamento può aiutare a superare qualche imbarazzo nei confronti del loro partner o degli amici, a lungo andare non le aiuta a raggiungere gli obiettivi della perdita di peso e della forma fisica".
Tra bugie presunte e mezze verità, noi sappiamo che è tutto molto relativo.
Ma su una cosa non possiamo darle torto: i chili di troppo non mentono mai!

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TRATTAMENTI SNELLENTI ANTI-ADIPE - Centro olos Aosta

6/3/2000

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TRATTAMENTI SNELLENTI ANTI-ADIPE

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Adipe

Il sovrappeso prima e l'obesità poi sono un problema cronico determinato da un eccesso di grasso (massa grassa) nel corpo. La distribuzione di questo adipe eccessivo varia secondo i sessi e i singoli individui tant'è che per determinare la presenza delle patologia in questione si ricorre ad una serie combinata di controlli. La presenza ed il grado di obesità viene determinato dal dietologo, tra le varie metodiche utilizzate  ricordiamo la bioimpedenziometria, la tomografia computerizzata, la risonanza magnetica, la pletismografia e la plicometria.

Il parametro più semplice e quindi più utilizzato per definire il grado di obesità è l'Indice di Massa Corporea (o IMC o BMI Body mass index, facilmente eseguibile da chiunque con una calcolatrice) questo BMI si ricava dal rapporto tra il peso espresso in chilogrammi e l'altezza in metri al quadrato.

Per quanto indice affidabile per dar un'indicazione sull'eccesso di grasso nella popolazione, nel singolo soggetto ed in casi limite può sottostimare o sovrastimare il peso corporeo. Soggetti con statura inferiore ai 150 cm o superiore ai 200 cm presentano valori di BMI rispettivamente più elevati o più bassi, mentre non sono in sovrappeso o sottopeso. Un altro limite è la composizione corporea dei soggetti culturisti. Il peso, infatti, esprime  la massa corporea e non la sua composizione e pertanto possiamo ottenere un BMI elevato in un soggetto che è semplicemente molto muscoloso e quindi magro.

Per affinare questo indice si può associare la misura della circonferenza addominale che è un indice predittivo di grasso addominale o la bioimpedenziometria che tra le metodiche è la più semplice ed immediata.

L'obesità non viene definita in maniera univoca. Per alcuni Autori è una condizione che si associa a malattia metaboliche, vascolari, oncologiche, per altri è concausa delle stesse.  

L'orientamento comune è che al di sopra di un certo peso corporeo la si debba considerare una patologia cronica al pari del diabete e dell'ipertensione arteriosa. E' da anni dimostrato che i soggetti obesi hanno un'aspettativa di vita qualitativa e quantitativa ridotta e pertanto l'impegno degli operatori sanitari deve essere rivolto alla ricerca di risposte sempre più efficaci e stabili. 

La prevalenza dell'obesità è in aumento in tutti paesi occidentali, al punto da essere definita come una epidemia. In USA contribuisce a 300.000 morti/anno, diventando in tal modo la 2° causa di morte dopo il fumo.

L'obesità è sinonimo di bruttezza nella nostra cultura occidentale moderna, poiché è associata ad uno stile di vita insano e a possibili disfunzioni ormonali o di altro genere, tutte cose che essendo indizi di malattia generano una risposta psicologica di fastidio da parte dell'altro poiché nella psicologia umana (e animale in generale) si è naturalmente attratti dai sani (sia nella ricerca di partner sia di amici con cui condividere un'impresa o una vita) poiché le persone sana danno impressione di maggiore energia, salute, reattività, capacità di adattamento ecc.


Chiamaci al 01651756643 lo staff del Centro Olos di Aosta sarà in grado di proporti i migliori trattamenti per questo inestetismo! 

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