Notizie Salute
La professione del fisioterapista (18/12/08) PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Marco Paonessa   
Sabato 03 Gennaio 2009 16:11

RiabilitazioneLa formazione

Il fisioterapista è un operatore sanitario che si occupa della cura e della riabilitazione delle aree della motricità, ossia di tutte le condizioni anatomo-fisiologiche che consentono all'individuo di compiere i normali movimenti corporei.

Per diventare fisioterapisti è necessaria una laurea in Fisioterapia.  

Ultimo aggiornamento Sabato 03 Gennaio 2009 16:23
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Linea e dieta, maschi più ossessionati delle donne (25/09/07) PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Marco Paonessa   
Venerdì 02 Gennaio 2009 14:25

PizzaL'ossessione della dieta mette più in crisi i maschi delle donne. Lo afferma un’indagine della rivista Dimagrire che ha analizzato il rapporto con il proprio corpo per quasi 1000 italiani tra i 25 e i 55 anni.

Dal sondaggio risulta che per l'82% degli uomini la silhouette è una costante preoccupazione, contro il 77% donne. Inoltre, se per il 26% delle italiane la linea è importantissima, per i maschietti la percentuale sale al 28%. Le motivazioni sono molto diverse: se per le donne curare il proprio aspetto e il proprio corpo significa soprattutto stare bene con se stesse (29%), per i maschi, significa far colpo sull’ altro sesso (31%), cercare di apparire più giovani (25%) e, ovviamente più belli (18%). ...

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Gennaio 2009 14:30
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Guarire dal diabete con l'intervento che riduce l'obesità (20/11/07) PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Marco Paonessa   
Venerdì 02 Gennaio 2009 14:14

PontileRivoluzionario passo avanti nella cura del diabete di tipo 2: grazie alla chirurgia milioni di persone potranno porre fine alla dipendenza dall’insulina e ritornare in breve a livelli normali di glicemia.

È quanto emerge dal primo studio pilota al mondo, realizzato presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova. Con l’operazione, chiamata Diversione Bilio-Pancreatica, viene limitato l’assorbimento quotidiano dei grassi, in modo da ottenere la riduzione o la scomparsa degli stessi, che infiltrano le cellule, le quali tornano all’utilizzazione del glucosio come fonte energetica. Ciò porta al ripristino della normale sensibilità all’insulina.

Inoltre l’intervento, oltre a ridurre l’azione tossica dei grassi sulla cellula beta (quella che produce l’insulina), provoca modificazioni nella produzione di alcuni ormoni gastrointestinali che hanno effetto benefico sulla funzione della betacellula, preziosa per il pancreas geneticamente compromesso dei diabetici. ...

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Gennaio 2009 14:22
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Scoperte le cellule responsabili dell'artrite reumatoide (17/12/08) PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Marco Paonessa   
Venerdì 02 Gennaio 2009 11:25

Artrosi e artritiFinalmente svelato l’identikit dell’artrite reumatoide. Un gruppo di ricercatori dell’Università Cattolica di Roma è riuscito a individuare il tipo di cellule T che causano l’artrite reumatoide, una invalidante malattia autoimmune, che colpisce circa una persona ogni cento, soprattutto donne. Come tutte le malattie autoimmuni, è caratterizzata dal fatto che le difese immunitarie del nostro corpo (i linfociti) anziché attaccare agenti patogeni esterni, dirigono i propri eserciti contro le cellule dello stesso organismo che devono difendere.
“Oggi non esiste un metodo per seguire i linfociti T nei pazienti autoimmuni, benché questi siano sempre stati ritenuti responsabili dell’insorgere della malattia”, spiega Francesco Ria, professore associato dell’Istituto di Patologia generale dell’Università Cattolica di Roma e uno degli autori dell’articolo uscito sull’ultimo numero di Arthritis Research & Therapy. “A partire dallo studio dei topi, siamo arrivati a trovare il modo per seguire le cellule T responsabili dell’artrite reumatoide anche nell’uomo”. ...

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Gennaio 2009 14:22
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Bimbi obesi entro i 5 anni di età (18/12/08) PDF Stampa E-mail
Scritto da Dott. Marco Paonessa   
Venerdì 02 Gennaio 2009 11:21

Bimbi obesiI primi cinque anni di vita sono essenziali perché un bambino diventi o meno obeso. Questo è quanto emerge da una ricerca britannica, che individua in errati atteggiamenti sviluppati nell'ambiente familiare le cause dell'eccessivo aumento ponderale e della propensione al sovrappeso.
I programmi preventivi dell'obesità dovrebbero dunque partire sin dalla più tenera età dei bambini.
Lo studio britannico, chiamato “EarlyBird Diabetes”, è stato pubblicato sulla rivista “Pediatrics” e ha monitorato 223 bambini, seguendoli dal momento della loro nascita sino alla pubertà.
Se alla nascita i bimbi di oggi pesano come quelli nati 25 anni fa, quando l'obesità era molto meno diffusa, arrivati alla pubertà avevano messo su molti più chili di sovrappeso rispetto alla generazione dei loro padri. ...

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Gennaio 2009 14:23
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